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Donne in Corto

DONNE in CORTO
Due atti unici di Emanuele Floris
Video di Giovanni Coda
Regia Tiziano Polese


Primo Atto
SALOME’dopo la cura
(Premio Per Voce Sola 2007 – Finalista Schegge d’autore 2009)
Salomè : Rosalba Piras
Salomè, minorenne viziosa e viziata, invecchia precocemente a causa di una patologia che, prima d’essere malattia del corpo, è infermità dell’anima. Disgustata dai rituali decadenti che le vorticano attorno, isola se stessa dal caos incombente raccontando la vera storia della decollazione di Giovanni Battista, assai lontana dall’originale biblico e, rievocando l’episodio, dialoga con la madre (Mammina) e un piagnucolante Erode (Papy), gli esempi più fulgidi del tramonto morale della reggia. La sola possibilità di salvezza, o di cura, viene appunto dal profeta e dall’unica medicina che gli sarà possibile donare da morto, un farmaco dal valore esclusivamente estetico e, tuttavia, estremamente efficace: i suoi capelli. Resa infatti calva dal morbo innominabile, Salomè tenta un make up dello spirito attraverso l’ escamotage dell’avvenenza artificiale, indossando tra l’altro abiti da starlette in disarmo mentre vive, ma sarebbe più corretto dire “sopravvive”, in una corte più simile a un ritrovo rave che a un’istituzione.

Secondo Atto
ALICE incorporated
(Finalista Teatro in Corto 2008)
Alice : Carla Orrù
Cappellaio Matto- voce manager Tiziano Polese
Conigliette Laura Ortu, Claudia Zuddas

In Alice Incorporated si racconta lo smarrimento di una donna all’interno delle molte facciate che formano una struttura a noi familiare un Mega Market. In questa metropoli del prodotto, luogo teatrale per eccellenza, vediamo una scenografia mutante capace di adattarsi al desiderio in continua trasformazione del cliente. In particolare qualsiasi grande centro commerciale riesce a fornire tutti gli elementi utili a costruire una messinscena talmente sublimata della vita da renderla simile a un sogno. O a un’allucinazione. La nostra Alice narra e vive il suo calvario all’interno del mega market, una via crucis vissuta “stazione per stazione” (dal reparto salumeria a quello delle tv al plasma), in solitudine nonostante la ressa degli altri avventori e alla ricerca di merci che si dimostreranno, appena focalizzate, assurdamente diverse da quelle che desiderava. Lungo il suo cammino incontra alcuni personaggi di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello specchio di Lewis Carroll come il Cappellaio matto e il coniglio bianco rappresentato da due splendide conigliette -cassiere, tutti un po’ imbonitori, un po’ infere e allettanti incarnazioni, tutte alludenti a un Magazzino, che si può visitare soltanto a patto di non avere credito, alla condizione di essere scaduti. Lì Alice, in un deposito di mercanzie alquanto degenerate, perderà se stessa, anch’essa deprezzata e svalutata tanto da non risultare neppure più una donna. Almeno fino alla giornata successiva quando ricomincerà a vagare per le corsie di Città Mercato come se fosse la prima volta, confortata dalla concretezza di carte di credito e bancomat, scordando l’accaduto come fosse, appunto, un sogno.

DEMO -Video clip di Giovanni Coda, con Rosalba Piras e Max Gun. Realizzato in collaborazione con Pierfranco Zappareddu, ritrae una donna il cui corpo rivive la violenza subita dal suo uomo.

Emanuele Floris si è diplomato come regista all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 1997. È stato uno degli assistenti di Peter Stein durante la produzione del “Faust” di Goethe andata in scena per l’Expo 2000 ad Hannover. Ha partecipato a laboratori e stage con, tra gli altri, Ugo Chiti, Jacques Lassalle, José S. Sinisterra, Cesare Lievi. Lavora abitualmente come attore sia in produzioni destinate al teatro ragazzi (“Il soldatino di piombo”, “Hansel e Gretel”, “Una nuvola per sognare”, “La bella e la bestia”, “Biancaneve”) che a quello per adulti, frequentando repertori diversi, come quello comico (“Niente sesso, siamo inglesi”, 2007), dell’assurdo (“La cantatrice calva” di Ionesco, 2007), tragico (“l’Inferno” di Dante, 2007), “Pirro in Italia” di Enzo Gentile, 2008, “Macbeth Kill Bill” di Malachi Bogdanov, 2006, partecipando anche, come voce recitante, al “Don Carlos” di Schnittke (prima esecuzione italiana, 2007), al “Requiem Attitidu” di A. Doro con testi di G. Ledda (eseguito presso la Basilica di Assisi, 2003), e a “Annunzio Cervi” (cd book, 2008). Come regista ha diretto “Line” di Horovitz (1999), “Sapò” (tratto dalla Trilogia di Beckett, 1998)), “Sorelle Materassi” di Palazzeschi (2008), “Texticùl” di E. Floris (finalista al Premio Scenario, edizione del 2005). Tra le sue drammaturgie “La natività degli ultimi” (ispirata a “Lo cunto de li cunti” di G. B. Basile, 2008), “In memoria di Porgy & Bess” (2004), “Gonorra e Galatea” (finalista Enzimi 2001), “Un’opera senza nome” (montaggio di testi di Shakespeare musicati da G. Verdi, 2009), “Stuff” (Finalista “Schegge d’autore” 2008, premio ex aequo come migliori attori alla seconda edizione di “Sardegna in corto”2008). Salomè dopo la cura (Finalista “Schegge d’autore” 2009).



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